Il Borgo Medievale di Isola Farnese ed il suo Castello:

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Su di una rupe vulcanica c’è un pittoresco borgo che sa di Etruria, signoreggia isolato davanti ad un brano aperto di campagna romana tra due profonde gole che ne segnano la configurazione e il nome: Isola Farnese. Fu questo il centro dell’antica Veio: la città contendente, la grande rivale di Roma.

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Sopra una rupe alta e scoscesa, alle cui radici scorrono le acque del fiume Cremerà, e dove sorgono oggi umili avanzi di povere fabbriche, rari casolari e tuguri per vecchiezza cadenti, sorgeva un dì la potente città di Veio, la feroce rivale di Roma, che per lo spazio di più di tre secoli resistendo con ostinate e sanguinose battaglie alla prepotente forza di lei, cedendo poscia al destino che minacciava già le altre città della Etruria, a lei pure miseramente soggiacque. Era cotesta città al dire di Dionisio d'Alicarnasso la più forte della gente etrusca, della grandezza di Atene, e distante non più che 100. stadii da Roma, ed è precisamente ad una tale distanza, che nel luogo oggi chiamato Isola Farnese, vuolsi riconoscere l'antica Veio. Quivi tu vedresti ancora a poca distanza dalla città antichissimi sepolcri scavati da que' primi abitatori nel vivo masso delle roccie, e avanzi di mura colossali, e resti di antiche strade che ti accennano dove una volta fu Veio.

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“Castrum dell’Isola”, era divenuto successivamente il suo nome e difatti, come piccolo insediamento fortificato si era accreditato sin dall’origine attorno al suo munito castello del X secolo, ove furono messi gli ostaggi inviati da Enrico V a papa Pasquale II: “indizio di essere luogo forte e sicuro” (Nibby).
Il maniero fu poi distrutto dai normanni nell’XI secolo e tolto da Cesare Borgia agli Orsini nel 1502, che riuscirono a riconquistarlo quando divennero duchi di Bracciano. Indi, passò ai Farnese nel 1588 che, ne modificarono significativamente l’assetto, sino a giungere in seguito ai Ferraioli , attuali possessori.
Oggi il borgo è un piccolo frammento di una realtà rurale che non c’è più: con il suo cumulo di casette accigliate attorno al castello, la piazzetta, la porta e la chiesetta di San Pancrazio (XV sec.). Un lacerto di quel “pittoresco” medioevale che si lascia gustare nonostante l’assalto della periferia e l’onta dei tempi.

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“Il villaggio di Isola Farnese si erge sopra un ripido sperone, d’apparenza un villaggio, ma di fatto un castello con poche case intorno. Alle spalle del paese; sono i luoghi dove sorgevano le mura, i templi, i palazzi di Veio. Ora il luogo è deserto, in parte nascosto da una fitta boscaglia senza nessuna traccia di abitazioni. (…) E’ un villaggio di poche case cadenti con non più di trenta abitanti: anche il castello dei Rospigliosi è in rovina: Le caverne che si aprono lungo le pendici tutto intorno, conferiscono un misterioso interesse al luogo e eccitano la curiosità di studioso.”
(G. Dennis, Itinerari Etruschi, 1848, 44).

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